Dagli specchi di guido Horn d’Arturo ai confini dell’Universo: il nuovo volto della Specola di Bologna
4 Febbraio 2026
Simbolo di una vocazione scientifica che attraversa i secoli, la settecentesca torre della Specola si prepara a entrare in una nuova stagione. Il 30 gennaio scorso è stato inaugurato un nuovo percorso espositivo all’interno del Museo della Specola dell’Università di Bologna, che restituisce alla città un gioiello architettonico, con un cuore di scienza, dedicato a tutti per scoprire come la scienza dialoga con la storia e la tecnologia d’avanguardia.
Il nuovo percorso espositivo parte dal quarto piano, interamente dedicato all’astronomo triestino Guido Horn d’Arturo, il quale, proprio tra queste mura, sfidò i limiti tecnologici dell’epoca, costruendo il primo telescopio con specchio a tasselli della storia, oggi uno dei pezzi principali dell’esposizione. Si tratta di uno specchio da 1,80 metri di diametro composto da 61 piccoli tasselli esagonali. Astronomo di grande ingegno, Horn d’Arturo riuscì a trasformare l’architettura stessa della torre in uno strumento scientifico, utilizzandone la struttura verticale come se fosse il “tubo” di un telescopio. Ma l’intuizione di Horn non è rimasta confinata nel passato. Salendo al quinto piano, il visitatore scopre come lo specchio a tasselli sia diventato lo standard per i progetti internazionali più ambiziosi. Dagli schermi multimediali emergono le sagome dei nuovi giganti che osservano il cosmo: il Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO), l’erede diretto della tecnologia a tasselli per lo studio dei raggi gamma da terra; l’Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO, che, una volta terminato, sarà il più grande telescopio ottico al mondo; e il celebre Webb Space Telescope (JWST) che dallo spazio scruta le origini del cosmo grazie a quegli stessi specchi segmentati immaginati decenni prima in via Zamboni. Se i primi due piani raccontano il passato recente, il presente e il futuro dell’astronomia, salendo la suggestiva scala a chiocciola si torna “indietro nel tempo”. Al sesto piano, arte e scienza si fondono in una collezione di globi, sfere armillari, astrolabi, strumenti nautici e dipinti astronomici, che raccontano l’evoluzione delle conoscenze astronomiche e geografiche lungo i secoli. Infine, raggiungendo la sommità della torre, il visitatore ripercorre la storia dell’evoluzione del telescopio, in una suggestiva esposizione che racconta secoli di progressi e sfide tecnologiche. Il percorso trova il suo coronamento sulla terrazza panoramica, un’emozionante finestra sulla città che, per secoli, ha ispirato chiunque abbia alzato lo sguardo alle stelle.
Contestualmente alla riapertura della Specola, l’ateneo di Bologna riapre le porte anche di altri due spazi storici in una vesta completamente rinnovata: il Museo di Palazzo Poggi, adesso collegato alla Biblioteca Universitaria di Bologna, e l’inedita Sala Alma Mater. Dopo vent’anni il Museo di Palazzo Poggi rinnova il proprio allestimento, rafforzando la narrazione dell’Istituto delle Scienze e integrandola con l’eredità di Ulisse Aldrovandi, cardine del percorso scientifico bolognese. L’itinerario museale prosegue nella Biblioteca Universitaria di Bologna collegandosi all’Aula Magna e al Museo Marsili, aperti al pubblico in modo permanente. Il nuovo allestimento arricchito di un nuovo sistema di illuminazione, che valorizza le pitture murali di scuola bolognese, introduce innovative soluzioni multimediali per un’esperienza di visita più coinvolgente e immersiva in laboratori che hanno lasciato il segno nella storia della scienza europea. Sempre a Palazzo Poggi è stata inaugura la Sala Alma Mater, ad accesso libero e gratuito. Una sala multimediale per condividere con la cittadinanza la storia millenaria dell’Università di Bologna e il suo legame con il territorio.
Contatti e informazioni:
Per tutte le informazioni su orari, modalità di visita e tariffe, si possono consultare le pagine del Museo di Palazzo Poggi e del Museo della Specola.
Aperture speciali:
In occasione di ART CITY Bologna (dal 5 all’8 febbraio), l’ingresso al Museo di Palazzo Poggi e alla BUB sarà gratuito. Giovedì 5, venerdì 6 e domenica 8 febbraio l’apertura sarà prolungata fino alle 19; sabato 7 febbraio la chiusura sarà alle 23, in vista della ART CITY White Night.