In ricordo di Paolo Galluzzi: quarant’anni di stima e collaborazione
6 Novembre 2026
di Fausto Casi
La triste notizia della scomparsa di Paolo Galluzzi, nato a Firenze il 23 aprile 1942, ci priva di un grande personaggio e di un punto di riferimento per la storia della scienza. Per quarant’anni ha guidato il Museo Galileo di Firenze con una professionalità non comune: sotto la sua direzione il museo è stato profondamente rivoluzionato, diventando a pieno titolo una delle istituzioni museali scientifiche più importanti e apprezzate al mondo.
Ho avuto il privilegio di conoscerlo fin dalle sue prime esperienze al museo, agli inizi degli anni Ottanta, seguendo da frequentatore assiduo tutte le vicende e gli straordinari miglioramenti apportati alla struttura. Tra i molti momenti condivisi in questi decenni, conservo un ricordo indelebile legato al 1987. In quell’anno organizzai ad Arezzo, all’interno del Palazzo Comunale, la prima grande mostra dedicata alla storia della Radio. Inizialmente, per l’esposizione avevamo pensato a un titolo più generico, attinente all’evoluzione del mezzo, ma fu proprio Galluzzi a ideare il titolo definitivo: “Il Mondo in Casa”. Un’intuizione così felice e centrata che ancora oggi quel nome è conosciuto e utilizzato, essendo non solo il titolo del catalogo di quella stessa mostra, ma anche il nome dell’Associazione Culturale che oggi gestisce il MUMEC – Museo dei Mezzi di Comunicazione. Fu un’esposizione imponente, con 350 pezzi della mia collezione, accompagnata dal mio primo libro sull’argomento che fungeva appunto da catalogo. In quell’occasione, il supporto di Paolo Galluzzi e di tutto il personale del Museo di Firenze fu a dir poco indispensabile. Oltre a concedere il patrocinio, il Museo mise generosamente a disposizione il gabinetto fotografico– fondamentale per immortalare l’intera collezione pubblicata – e il laboratorio di restauro. Inoltre, diverse figure dell’Istituzione parteciparono attivamente al Convegno organizzato per la giornata inaugurale. Fu un gesto di grande apertura e sostegno che non potrò mai dimenticare. Da quella mostra è nata e si è consolidata nel tempo una collaborazione fondata su una profonda e reciproca stima, un rapporto di rispetto e considerazione che mi ha onorato per ben quarant’anni.
Docente dagli anni ’80 all’Università di Siena e poi a Firenze, l’ho incontrato più volte nella mia città di Arezzo durante i suoi viaggi pendolari per motivi di insegnamento. Come scrittore di storia della scienza ricorderò, tra le sue numerose pubblicazioni, un’opera sicuramente di grande rilievo: la collana Storia delle Scienze, progettata nel 1990 e coordinata scientificamente da Paolo Galluzzi stesso, composta da 5 volumi. Il primo fu pubblicato da Einaudi con il titolo: “Storia delle scienze – Gli strumenti” e divenne, per il sottoscritto, il punto di riferimento per l’analisi degli strumenti scientifici che dovevo esaminare quotidianamente.
Voglio inoltre portare a conoscenza dei tanti amici della SISFA, che potranno testimoniare quanto detto, una mia esperienza di collaborazione con l’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, oggi Museo Galileo, come volle rinominarlo Galluzzi dopo l’Anno Internazionale dell’Astronomia del 2009. In quello stesso anno portai a compimento un progetto per la realizzazione di un filmato olografico di 25 minuti sulla vita scientifica di Galileo. Considerata la natura innovativa dell’iniziativa, fondata su una moderna tecnologia di visione tridimensionale che non richiedeva l’uso di occhiali polarizzati, come normalmente d’uso per assistere ad un film 3D, Galluzzi si mise a disposizione, offrendo un supporto fondamentale. Il progetto ottenne un successo clamoroso e ancora oggi è in funzione nell’auditorium del MUMEC – Museo dei Mezzi di Comunicazione.
Da ricordare inoltre la sua elevata competenza nello studio della vita e delle opere di Leonardo da Vinci che, nel 2019 – quinto centenario della morte – fu al centro dei temi che Galluzzi portò all’attenzione dei maggiori media italiani e stranieri, tramite i quali veicolò la conoscenza di questo grande personaggio e del patrimonio scientifico che ha lasciato al mondo.
Ovviamente la sua vita è stata sempre una fucina di idee e di operosità che sarebbe insufficiente descrivere semplicemente con questi miei ricordi.
Con la sua scomparsa perdiamo uno studioso eccezionale e un organizzatore culturale di rara visione. Mi unisco al cordoglio di tutti i soci SISFA, molti dei quali hanno certamente avuto l’opportunità e la fortuna di collaborare con il Prof. Galluzzi, per rivolgergli un ultimo e doveroso saluto.